È stato previdente il medico Emanuele Giorgini di Recanati che già mercoledì scorso, il 17 maggio, si era recato nell’ufficio della Polizia Municipale per verbalizzare, ancora una volta, le sue preoccupazioni relative al Fosso di San Giuseppe e alla strada adiacente (Strada Comunale Canepina) che “presentano uno stato di abbandono che nel tempo, dopo le ulteriori segnalazioni, non ha mai riscontrato una soluzione adeguata”.

Il professionista, nella sua denuncia, ricorda che da tempo fa presente lo stato di quei luoghi sia al Comune che al Consorzio di Bonifica. “Già a settembre 2022 il tecnico dell’Ente di Bonifica evidenziava la necessità urgente della risoluzione delle criticità che, specificava di fronte agli altri residenti della zona. Come si evince nell’ultimo episodio di pioggia, normale e non eccezionale, nella giornata del 16 maggio scorso persino la presenza di tronchi ingombranti dentro il fosso, evidenziavano tale stato di abbandono. La strada adiacente a questo fosso continua a presentare molteplici difficoltà di transito tra fango e buche che sono state più spesso oggetto di articoli, argomento già a conoscenza del Sindaco, ma ancora non risolto adeguatamente”.

La denuncia, quindi, termina con “ci riserviamo il diritto di richiedere eventuali danni derivanti da un probabile allagamento causato dal problematico efflusso delle acque”.

Fosso San Giuseppe

 

 

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9 commenti

  1. Ha fatto benissimo ma i danni dovrebbero pagarli di tasca loro i responsabili di questi disastri non l’ente pubblico cioè sempre noi…

    • Esatto, i fossi sono privati e devono essere puliti dal Consorzio di Bonifica con i soldi della tassa che pagano i proprietari di terreni.

  2. Giorgini non ha ancora capito che la strada è vicinale quindi privata ed il fosso pure. Perciò la manutenzione di tale strada spetta ai vicinati privati fruitori della strada e quella del fosso ai privati proprietari dei fondi dove ricade o al Consorzio di Bonifica.
    Il Comune dunque non c’entra e non paga alcun danno. Il Comune al massimo compartecipa alla spesa per la manutenzione della strada vicinale, nel caso di un’utilità pubblica, nel limite massimo del 50%.

  3. Non solo non puliscono i fossi, non sistemano le strade, non hanno finito di pagare gli espropri per la ciclovia tanto strombazzata, non sistemano gli argini del fiume ma ci costruiscono sopra la seconda civlovia (la prima di 30 anni fa è già finita nel fiume), ma adesso vogliono pure il passaggio per le passeggiate a cavallo sulle proprietà private con licenza di devastazione e furti sui campi coltivati. Poi fanno le multe se si coltiva vicino alla strada, doveri tutti anche quelli molto dubbi, diritti zero, servizi zero. Ma giustamente secondo loro la proprietà privata è un furto….

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