Si è svolta stamattina la prima udienza del processo, che vede coinvolto il 47enne recanatese Omar Pintucci, il quale il 30 luglio scorso ha gravemente ferito con 5 coltellate il 22enne A.E.A, italiano di origini marocchine.

Pintucci, che ancora oggi è rinchiuso nel carcere di Montacuto di Ancona, secondo la Pubblica Accusa avrebbe agito perché si sentiva infastidito dal vociferare di alcuni ragazzi che si trovavano in piazza. L’uomo, armato di coltello, aveva aggredito il 22enne A.E.A. in vicolo Alemanni, nei pressi della piazza di Recanati, accoltellandolo in più parti del corpo ed anche nell’emitorace sinistro, in prossimità del cuore, nella schiena e sull’avambraccio.

Il Pintucci fu bloccato nella sua furia omicida e disarmato grazie al coraggioso intervento di due persone, il barista del “Mirò” e un cliente del bar, un giovane nigeriano. Per la vittima fu necessario il ricovero all’ospedale di Torrette, in prognosi riservata, dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

All’aggressore la pubblica accusa contesta il tentativo di omicidio con l’aggravante dei futili motivi e, soprattutto, dell’odio razziale, avendo egli rivolto alla vittima frasi del tipo “marocchino di m…., tornate a casa, siete sempre voi a fare casino”; inoltre all’imputato viene contestato anche il reato di porto abusivo di arma.

Il Pintucci, assistito dall’Avv. Donato Attanasio, ha deciso di procedere nelle forme del rito abbreviato, ovvero di rinunciare alla fase del dibattimento al fine di ottenere uno sconto di pena.

Stamane, dinanzi al Giudice Domenico Potetti, il Pintucci ha reso la sua narrazione dei fatti, ammettendo le sue responsabilità, tanto da chiedere scusa alla persona offesa, ma negando di aver proferito frasi a sfondo razziale nei confronti del giovane.

Successivamente il Giudice ha rinviato al prossimo 3 aprile 2023 per escutere, su richiesta dell’imputato, una donna , E.D., che avrebbe assistito all’insorgere della discussione e che oggi non si è presentata.

In udienza era presente anche la giovane vittima, A.E.A, che si è costituita parte civile, assistita dall’Avv. Damiano Corsalini. Il legale recanatese, sentito telefonicamente, preferisce non rilasciare dichiarazioni vista le delicatezza del caso, ma si mostra fiducioso sul buon esito del processo in quanto, nonostante la scelta da parte dell’imputato del rito abbreviato, come era sua facoltà, ritiene che gli elementi probatori messi a disposizione del Giudice siano schiaccianti ed incontrovertibili.

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