Letto e tradotto dal “politichese” il comunicato a firma dell’amico Gioacchino Di Martino, considerato che, diversamente da quanto scritto, non è consuetudine di UPP “parlare a suocera perché nuora intenda”, abbiamo deciso di chiarire direttamente con il “suocero” alcuni punti.
L’incontro con Porto Recanati a Cuore non è stato una “dimostrazione muscolare”, un “teatrino” per alzare il prezzo di UPP e PAC nelle rispettive aree politiche di riferimento (C.S. e C.D.), ma un confronto sereno sul possibile ruolo che le civiche potrebbero giocare sul rinnovamento della classe dirigente e sulle evidenti responsabilità e complicità dei partiti (di Dx e di Sx) in un paese in cui non esiste alternanza e lo “stallo” dura da oltre 20 anni.
Nessuno di UPP rifiuta il confronto o ambisce al pensiero unico e ciò è tanto vero che, (complici i giudizi negativi espressi da alcuni segretari di partito sulle civiche) ci siamo persuasi a confrontarci e a dialogare anche con chi, pur essendo su alcuni punti distante da noi, condivideva tali assunti.
Non possiamo rispondere a nome di PAC e di Rovazzani, ma lasciar intendere che UPP si è voltato altrove perché “Riccetti voleva fare il Sindaco”, significa mentire sapendo di mentire.
Con i 5 stelle, sin dal settembre 2020 avevamo messo in piedi un progetto comune, siglato con un patto fra gentiluomini nel corso di una cena, (del tutto simile a quelle che Di Martino organizzava anche con PAC). Assieme avevamo anche raccolto la disponibilità di un candidato Sindaco comune (civico) da proporre alla coalizione. Poi è successo qualcosa; probabilmente sono arrivati gli ordini di partito.
Il candidato civico è stato “scaricato” e, ancora oggi, aspettiamo di conoscere chi sia il “prescelto” dalle segreterie. Altro che pari dignità!
Tutto ciò non è successo in un bar del centro, alla luce del sole, ma a mezzo comunicati stampa e decisioni calate dall’alto, mentre i 6/9 del direttivo di UPP (compreso Riccetti) erano malati di Covid e mentre il candidato a cui i pentastellati avevano giurato appoggio stava predisponendo (anche su loro mandato) una proposta di progetto da sottoporre a tutto il centrosinistra.
Per cui, quanto ad etica di governo, reciproco rispetto, e coerenza sugli impegni assunti, non accettiamo lezioni né dal suocero né dalla suocera.
Lo slogan che nel 2014 portò “Noi per Porto Recanati” a vincere elezioni era “cambiamo davvero”, noi di UPP ci avevamo creduto e ci crediamo ancora.
In cambio di un progetto civico davvero rinnovato la classe dirigente di UPP è pronta a fare un passo indietro ma non intende discutere ancora con chi parla di rinnovamento nascondendo le solite le persone sotto le scrivanie. Per cambiare servono uomini e donne credibili ed affidabili, diversamente sarebbe tempo sprecato a cui preferiamo l’opzione balneare.

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