A me non sembra fuori posto, per stimolare una maggior partecipazione democratica, commentare anche in questa sede di emittente locale quanto è avvenuto nella Comunità europea con l’accordo sul recovery fund.

Certamente è un evento storico la concessione all’Italia di un’ottantina di miliardi di euro a fondo perduto, più altri oltre 120 miliardi di euro in prestito a tassi davvero agevolati.

Questo non avvenne nemmeno nel secondo dopoguerra con il Piano Marshall, che consentì la nostra ripresa economica dopo l’immane distruzione di una guerra insensata.

Ma può diventare evento storico a tutto tondo, e me lo auguro da europeista convinto fin dai primi vagiti del processo di integrazione, se riusciamo a valutarlo non soltanto come manifestazione di solidarietà, peraltro molto opportunamente condizionata, ma come premessa di profondi cambiamenti dei nostri criteri di gestione della politica.

Facciamo un vero salto nella modernità, nella maturità politica, ci trasformiamo da levantini di marca pulcinellesca  ad europei, se impareremo, tutti, a diventar seri e rigorosi, nell’ambito pubblico ma anche in quello privato .

In fondo è il senso dei condizionamenti cui la Comunità ha subordinato la concessione degli aiuti previsti dall’accordo odierno.

Riforme, oculata gestione delle risorse, spese ben mirate, eliminazione dei privilegi ingiustificabili, il compito nuovo dei politici, i quali, però, troverebbero facile alibi ad ammorbidire il rigore sotto le solite spinte corporative, incapaci di vedere oltre la punta del naso, delle varie categorie.

Un pacchetto di voti per riuscire ad accedere a posti tanto ben remunerati può ingolosire molte persone che si buttano in politica.

Difficile si salvi qualcuno senza salvare tutti.

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8 commenti

  1. Cominciamo dalla giustizia o meglio dalla bolgia della cosiddetta giustizia e dalla vera responsabilità civile dei magistrati. Il referendum che seguì il caso Tortora è rimasto lettera morta.

  2. come si fa a commentare un argomento del genere che neanche gli specialisti conoscono nel dettaglio il meccanismo di aiuti e controlli? Credo che il commento possa essere solo “politico”; dunque complimenti a Conte!anche se viene da pensare che se il ns interesse non fosse coinciso con quello della Germania e Francia non credo che il risultato sarebbe stato lo stesso. In altre parola l’Europa ci ha aiutato perché conveniva a chi comanda in Europa, non certo per quel senso solidaristico che è stato all’origine della Comunità Economica Europea.

  3. Ma quale evento storico stiamo parlando, qui ci hanno ipotecato la Nazione, Conte si è fatto dare da Bruxelles i soldi dagli euro-usurai adesso questi pretenderanno a tutti costi da noi la loro controparte.
    Ora aspettiamoci quanto di peggio ci possa capitare lacrime e sangue, finiremo peggio della Grecia.
    Poi quale sarebbe l’eliminazione dei privilegi ingiustificabili, quelle che si attuano sempre contro le categorie più deboli ovvero i lavoratori? Magari questi 120 miliardi di euro in prestito a tassi davvero agevolati che non ci credo per niente, serviranno ad esempio per pagare i vitalizi dei veri privilegiati.

  4. A me invece sembra proprio fuori posto. Stimolare una maggior partecipazione democratica, commentare in questa sede di emittente locale quanto è avvenuto nella Comunità europea con l’accordo sul recovery fund, è assolutamente inutile.
    Il pistolotto, di lunghezza quasi record, ripercorre come al solito una storiella conosciuta a memoria, che parte dal mesozoico per arrivare a …boh.

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