Martedì 6 febbraio, alle ore 21:00 presso il Circolo ARCI / UCCA La Serra di Recanati proseguirà, con il film “Giorni perduti” (1945) di Billy Wilder, il ciclo di film preceduti da estratti dallo “Abecedaire de Gilles Deleuze” in cui il filosofo francese ripercorre, lettera per lettera, intuizioni e concetti da lui elaborati. I film vengono così messi in relazione ai concetti deleuziani acquisendo spesso un nuovo senso, fatto di percezioni comuni, intime affinità e libere associazioni del singolo spettatore. E se “B come bere” è il concetto con cui Deleuze, seppur senza dirlo esplicitamente, critica la teoria micro-economica del “Marginalismo”, in “Giorni perduti” Billy Wilder costruisce un apparato iconografico e simbolico su quel “circolo vizioso” senza vie di fuga in cui è caduto il suo protagonista.
L’ingresso alla proiezione è gratuito e riservato ai soli soci del circolo; per chi non fosse ancora socio, è possibile fare la tessera prima della proiezione ( evento Facebook: https://fb.me/e/6DIvgnmdT ).

Sono previste altre iniziativa al Circolo questa settimana: il 7, il 9 e il 10 Febbraio.

SINOSSI
Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Sopravvive grazie al fratello che lo ospita e lo cura, e all’amore di una ragazza che gli perdona tutto e lo sostiene in tutti i modi. Nel suo quotidiano Danny ha un solo scopo: procurarsi liquori, con ogni mezzo. Ha messo a punto delle strategie geniali: come farsi dare dieci dollari dalla governante, come nascondere le bottiglie, come ottenere credito al bar, come sfruttare la simpatia di una donna. Naturalmente la situazione peggiora, la spirale è irreversibile.

REGISTA
Wilder, il cui vero nome era Samuel, nasce nel 1906 a Sucha, città all’epoca austriaca. Dopo le esperienze come giornalista, Wilder si dedica alla sceneggiatura, ma quando nel 1933 Adolf Hitler salì al potere, la sua carriera fu improvvisamente interrotta a causa delle sue origini ebree ed è costretto a fuggire negli USA.Dopo i primi duri anni, in cui Wilder è costretto ad arrangiarsi, nel 1939 scrive la sceneggiatura del film “Ninotchka”, diretto dal connazionale Ernst Lubitsch, che gli vale una nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura. Altre due nomination arrivano (sempre per la sceneggiatura) per “La Porta d’oro” e “Colpo di fulmine” di Howard Hawks. Nel ’42 dirigere il suo primo lungometraggio in America: si tratta di “Frutto proibito” (1942) con Ginger Rogers. Seguiranno i film che lo renderanno famoso come “La fiamma del peccato” (1944), “Giorni perduti” (1945), “Scandalo Internazionale” (1948) e “Viale del Tramonto” (1950). Impossibile poi non citare i suoi film interpretati da Marilyn Monroe come “Quando la moglie è in vacanza” (1955) o “A qualcuno piace caldo” (1959).

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1 commento

  1. Billy Wilder è un genio assoluto. Secondo Enrico Ghezzi è stato uno dei 10 registi più importanti della storia del cinema. Non so se sia vero, ma “Viale del tramonto” è il film più bello che io abbia mai visto.

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