A seguito delle reiterate osservazioni avanzate dal Centrodestra Unito sul mancato finanziamento da PNRR, in relazione ai fondi di rigenerazione urbana, riteniamo sia giunto il momento di fare chiarezza al fine di smentire, dati alla mano, le pesanti inesattezze che continuano a circolare e che sono, molto probabilmente, frutto di una mancanza di conoscenza della materia e della complessa normativa che la regola.

Le consigliere Ubaldi e Sabbatini non hanno purtroppo capito che il bando, come recentemente ribadito anche da una nota dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani n.d.r.), ha premiato, in via preferenziale, i progetti presentati da Comuni del Meridione d’Italia perché questi ultimi hanno indici di vulnerabilità decisamente più alti di quelli dei Comuni del Centro/Nord Italia (vedasi mappa allegata). Tale fattore dovrebbe essere abbastanza chiaro  agli occhi di un osservatore attento, ed è sufficiente a spiegare anche perché, come amministrazione, abbiamo deciso di presentare un progetto in associazione al Comune di Monte San Giusto.

La cittadina che abbiamo scelto come partner ha un Indice di Vulnerabilità Sociale pari a 103,02. Tutti gli altri Comuni della Valle del Potenza, che le consigliere ci hanno suggerito, hanno indici minori e inferiori a 100. Il Comune di Potenza Picena (che immaginiamo essere  quello a cui  Ubaldi e Sabbatini si riferiscono nelle loro aspre critiche) non aveva neppure diritto a partecipare al Bando, perché quest’ultimo era destinato a Comuni con una popolazione inferiore a 15 mila abitanti (Potenza Picena ne conta 15.768).

Per quanto sopra, la scelta di associarsi per il progetto al Comune di Monte San Giusto è stata dettata da un elemento ben ponderato e rimane incontestabile. Un progetto presentato da Comuni consociati con Indici di Vulnerabilità più elevati aveva ovviamente più probabilità di essere accolto. Non a caso i progetti premiati sono riferiti, per il 99%, a Comuni del Meridione che hanno sofferenze socio/economiche molto elevate.

La scelta di incentrare il progetto nei quartieri a sud della città (Parco Europa, Pineta, Campo Sportivo, Pista Ciclabile) era invece dettata dalle finalità del bando, che appunto aveva come obiettivo l’innalzamento della  qualità e sicurezza dell’abitare, sia dal punto di vista sociale sia ambientale, in particolare nelle periferie più degradate. Si è scelto di inserire la Pineta perché da troppi anni vive in un declarato degrado, cui le Amministrazioni Ubaldi non hanno mai rimediato. Si è scelto di agire su una struttura sportiva nei pressi dell’Hotel House, dotandola di una pista di atletica leggera affinché potesse fungere da polo attrattivo per l’universo sportivo giovanile. Si è scelto di collegare il tutto con una pista ciclabile affinché le predette aree fossero collegate al Parco Europa e dunque riconnesse con il centro cittadino. L’intento che ritenevamo e riteniamo doveroso era quello di “ricucire” il tessuto sociale. Il tutto in coerenza con le linee programmatiche con cui ci siamo presentati alle elezioni.

Prendiamo atto che Ubaldi insiste sul fatto che avremmo dovuto usare il bando per costruire una palazzina in pieno centro urbano da destinare a struttura “Dopo di Noi” (alloggi per disabili gravi rimasti privi del sostegno familiare).

Prendiamo altresì atto che Ubaldi, nei suoi 20 anni al governo cittadino, non si è neppure sforzata di produrre uno straccio di progettazione volto alla realizzazione di una struttura del genere né vi ha destinato l’enorme quantità di oneri incassati durante il periodo d’oro dell’edilizia speculativa.

Per 20 anni ha sempre sognato questo progetto senza mai muovere neanche mezzo passo per trasformarlo in realtà. Per 20 anni ha arrancato senza mai passare ai fatti nella realizzazione di un’opera che ora, per sua pretesa, deve essere assolutamente prioritaria e realizzata in tempi brevi.

Siamo ben consapevoli dell’importanza di avere in città una struttura simile, che più propriamente si dovrebbe collocare in spazi adeguati muniti di zone verdi ed ampie  aree di manovra per mezzi sanitari. Capiamo meno questo suo atavico interesse che esplode solo ora, dopo che, per 20 anni è rimasto sopito e rinchiuso nel suo cassetto dei sogni, dai quali sono riusciti ad uscire solo porti e “burchi”. Neppure riusciamo a comprendere come a Ubaldi possa risultare ancora poco chiaro che una struttura “Dopo di Noi” difficilmente può essere classificata come “opera progettuale di rigenerazione urbana”.

Riqualificare una Pineta o una pista ciclabile o strutture sportive in aree degradate  lo è.

In conclusione, riteniamo di avere agito, nella presentazione del bando, con la massima efficienza e puntualità. Riteniamo di aver scelto il partner più giusto, per i motivi sopra enunciati, grazie al quale abbiamo ottenuto un buon posizionamento fra i partecipanti che ci  garantisce una buona probabilità di spuntarla in caso di rifinanziamento del bando.

Invitiamo pertanto  i consiglieri di minoranza a prendere atto con onestà intellettuale delle specifiche del bando e del perché i soldi sono andati a certi Comuni, tutti collocati in una precisa area geografica e con maggior disagio sociale certificato tanto che la stessa ANCI ha contestato la sorta di esclusività nell’ assegnazione delle risorse. Nulla è andato ai Comuni del centro e del Nord Italia, ad eccezione del Comune di Vallefoglia che, non a caso, ha presentato un progetto assieme il Comune di Lunano, il quale  ha un indice di vulnerabilità superiore a 109.

In considerazione di quanto sopra, ci auguriamo per il futuro un pizzico di serietà nella formulazione delle pur legittime critiche soprattutto da chi non perde occasione di ripetere di avere a cuore il futuro della città. Siamo disposti ad accogliere ogni suggerimento per il bene di Porto Recanati ma le osservazioni e gli appunti demagogici fondati sulla totale ignoranza della materia  sono privi di credibilità e vanno rigettati con fermezza.

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