Nel pomeriggio di venerdì 28 ottobre 2022 si è svolto l’incontro con la poetessa e scrittrice Norma Stramucci organizzato da Aido Recanati nella sala conferenze del Polo Bibliotecario Maria Alinda Bonacci Brunamonti. Per l’occasione Aido Recanati ha consegnato alla biblioteca i segnalibri che saranno a disposizione della cittadinanza grazie alla generosità della Fondazione IRCER e al Gruppo Editoriale ELI i quali hanno aderito all’iniziativa per promuovere la lettura, un’attività fondamentale per lo sviluppo e la crescita intellettuale dell’individuo e, soprattutto, per diffondere la cultura della donazione biologica esprimendo il “Sì”, un consenso incondizionato che è fonte di speranza per una nuova vita a tutti quei pazienti in attesa di un trapianto.

Dopo il saluto di Piera Marconi, presedente Aido Recanati sono intervenute le assessore Rita Soccio, alle culture, Paola Nicolini alle Politiche Sociali e la giornalista Nikla Cingolani. Con il toccante e commovente incontro dal titolo “La vita e la morte nei miei libri” abbiamo conosciuto l’attività letteraria di Norma Stramucci e il suo amore per la vita e per la poesia. La sua “ossessione” per le piccole cose, le esperienze quotidiane e il legame con la natura, sono i concetti al centro delle sue ispirazioni.

La poetessa ha iniziato con il descrivere la copertina del suo primo libro, “L’Oro unto”, dove è riprodotta una scultura di Valeriano Trubbiani che rappresenta la vita: un uovo in primo piano, un nido e un’anatra, uccello migratore per eccellenza, simbolo di libertà, il cui viaggio diventa metafora di vita. Ha poi declinato la differenza tra esistenza, atto di presenza in questo mondo, e vita che ci consente di essere e quindi provare emozioni. Proprio con la poesia si può andare oltre all’apparenza delle cose per scoprire “l’anello che non tiene”, direbbe Montale, ovvero la chiave che darebbe senso all’esistenza. Infine alcune letture tratte dal suo ultimo libro “Soli 3 + (quell’altro)” segnate dall’immenso dolore per la morte del figlio Andrea, avvenuta a causa di un incidente, trasformato in poesia con espressioni cariche di un amore travolgente. Parla di sofferenza ma, al contempo, vi si trovano parole tenerissime dedicate alla nipotina Lavinia, la “piccinina” nata due mesi dopo la tragedia. “Sto vivendo la morte di mio figlio come una continua presenza, non come una mancanza – conclude la poetessa – È come un attesa: so che verrà il momento in cui lo ritroverò ed è una attesa serena, ma è stata una conquista non facile.” Norma Stramucci ha vinto la sfida di condividere la ferita trasformandola in un nuovo inizio. Un messaggio di speranza che è un dono per noi tutti.

N.C.

 

 

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