La promessa è sempre quella: riapriranno a breve le porte del Centro Diurno Alzheimer ospitato, sin dalla creazione del servizio, nel 2001 con l’amministrazione Corvatta, nei locali a piano terra della Fondazione Ircer. Dalle prime avvisaglie della pandemia il servizio è stato sospeso e, nonostante sia classificato come attività sanitaria, ancora non ci sono segnali di ripresa, indifferenti al particolare disagio in cui si trovano le famiglie degli assistiti.

Durante il Consiglio Comunale dell’ottobre scorso, interamente dedicato allo stato di salute della sanità locale, l’attuale presidente della Commissione regionale, Elena Leonardi, aveva sollevato la necessità di apportare alcune migliorie alla location, ma aveva assicurato che presto gli ospiti sarebbero stati di nuovo accolti e presi in carico. Ma ormai siamo già a fine anno e sono ancora una volta i familiari a farsi carico delle persone malate di Alzheimer.

Il centro, allora, era una delle prime esperienze attivate nella regione, in grado di dare risposte efficaci al fabbisogno sanitario e sociale dei pazienti affetti da Alzheimer e contribuiva, appunto, a recare un prezioso sollievo alle famiglie residenti nei diversi Comuni del Distretto Nord dell’Area Vasta 3, e cioè Recanati, Porto Recanati, Potenza Picena, Montefano e Montelupone. Sulla base dell’accorso stretto, l’amministrazione comunale provvedeva al personale educativo-assistenziale, la Fondazione Ircer ai locali e l’Area Vasta 3 al progetto terapeutico.

L’amministrazione comunale ha cercato, nel frattempo, di porre rimedio attivando diversi progetti di sollievo, quali l’«Alzheimer Cafè», grazie alla collaborazione con il Circolo Acli-Castelnuovo attivato da oltre un anno. Il progetto si pone l’obiettivo di ridurre l’isolamento del malato favorendo il mantenimento e il potenziamento dei contatti sociali sia per la persona con diagnosi di demenza che per i suoi familiari aiutandoli anche a creare fra loro una rete di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto. Nei locali delle Acli possono essere accolti un massimo di 12 persone con i rispettivi familiari e per tre giorni alla settimana vengono proposte diverse attività di animazione e riabilitazione grazie alla presenza di figure professionali quali uno psicologo supervisore e uno per le attività con i familiari oltre ad alcuni assistenti/educatori per seguire i pazienti e per le attività motoria. Il costo per le famiglie è di 10 euro a settimana quale parziale sostegno delle spese.

L’Amministrazione comunale interviene con un contributo al Circolo Acli che per i mesi di novembre e dicembre è stato quantificato in 2.800 euro che sarà interamente coperto dall’Ambito Territoriale Sociale 14 di Civitanova Marche, di cui Recanati fa parte.

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