Ci si attacca pure sui pomodori e le zucchine e i ladri non conoscono confini. Brutta sorpresa martedì scorso per alcuni dei recanatesi che hanno in gestione un piccolo orto a Chiarino, a Recanati, di proprietà della Fondazione Ircer, dove amano coltivare frutta e ortaggi di stagione. Quando sono andati nel loro piccolo appezzamento di terra, poco più di 50 mq., hanno visto che non c’era più nulla e che qualcuno aveva approfittato di tutto quel ben di Dio e se lo era portato via.

 

I ladri sono fuggiti con pomodori, melanzane, zucchine, meloni e addirittura con un cocomero che, a detta del suo proprietario, avrà pesato almeno 15 chili. Non è la prima volta che succede questo e nel tempo al presidente della Fondazione Ircer e agli stessi carabinieri sono arrivate più di una denuncia e segnalazione dei furti subiti ma anche della manomissione dei mezzi con i quali gli affittuari dei piccoli appezzamenti di terreno vanno al lavoro. Ad essere presi di mira non sono solo i prodotti dell’orto ma anche gli effetti personali lasciati incustoditi in auto, giusto il tempo di raccogliere le verdure e magari zappare un po’ intorno.

 

La zona è isolata e purtroppo non ci sono neanche videocamere di sorveglianza: peccato perché questi episodi rischiano di far saltare un progetto lodevole come quello degli orti sociali. Ad oggi la struttura prevede 60 orti della grandezza minima di mq 50 ciascuno destinati alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi e erbe aromatiche, ad uso del nucleo familiare e certamente non a scopo di lucro.

 

 

 

 

 

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14 commenti

  1. Questo è quello che ho subito per decenni piantando peperoni e altri ortaggi lungo il fiume e ringraziando la sciagurata pista ciclabile che costeggia il Potenza. Pista ciclabile fatta trenta anni fa e mai controllata che di notte diventava zona franca per chi veniva dall’hotel House e non voleva passare per la strada statale. Adesso con la ciclovia faremo il bis?

    • 18,21 pianta i peperoni dentro la vasca da bagno! E non rompere i maroni a chi va in bicicletta sulle piste ciclabili. In Europa ci sono milioni di km di piste ciclabili e 4 ..5 coglioni che piantano i peperoni nelle loro vicinanze. Uno sei tu. I peperoni sono pesanti e non li digerisco, meglio un giro in mountain bike.

    • A volte la radio censura cose dette senza volgarità e sensa accusa.Invece chi bestemmia e sputa maleducazione può accedere tranquillamente.Qualcosa è da rivedere!!!!!!!!!!

      • Ringrazio lei e quanti hanno criticato la maleducazione dell’anonimo delle 22.03, ma le assicuro che agli insulti e anche alle minacce di alcuni fruitori della pista ciclabile ho dovuto abituarmici finchè ho coltivato il mio campo per vivere. Anni fà mi rivolsi anche ai vigili urbani che mi dissero che il controllo della pista non ero compito loro. Solo quando il fiume esondò vidi un paio di volte un fuoristrada della protezione civile e poi mai neanche l’ombra di una divisa. Per questo mi fa paura la storia della CICLOVIA che ora si sbandiera tanto. Se pensano di gestirla come la vecchia pista ciclabile meglio soprassedere.

    • Più che una pista è una mulattiera.quando le piste ciclabili fanno questa fine,meglio non farle altrimenti diventano un’altra cosa che non serve a niente,sola a creare degrado….

      • Mi permetto di ricordare che la pista ciclabile di Chiarino fatta negli ultimi decenni dello scorso secolo è costata centinaia di milioni di lire di allora, non è mai stata collaudata e tanto meno controllata ed è una comoda via di transito per illegalità di vario genere. Ci fu anche trovata un’auto abbandonata, un uomo morto forse per overdose e rifiuti di ogni genere.

  2. Non è mai possibile individuare i responsabili di tanto denaro sprecato e di tanto degrado procurato (chi vuole vada a vedere lo stato della sponda del fiume) oltre che dei danni procurati a chi lavora la terra?

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