La Casa di Riposo e residenza protetta ‘Casa Hermes’, gestita dalla Fondazione Opere Laiche Lauretane, ha ripreso in questi giorni la riammissione di nuovi ospiti presso il suo complesso assistenziale. Dopo oltre un anno di stop dovuto alla pandemia, che ha costretto in via precauzionale la Fondazione a sospendere tutti i nuovi ingressi, la struttura rimette in moto il suo percorso di ritorno alla normalità grazie alla conclusione nei tempi previsti delle vaccinazioni sia degli attuali ospiti (circa una settantina di persone) che di tutto il personale in servizio. Dunque si procede verso l’obiettivo di  assegnare tutti i posti disponibili della residenza, cento in tutto dopo la fine dei lavori della struttura.

È un risultato estremamente importante – commenta il Presidente della Fondazione Opere Laiche, Italo Tanoniche ci permette finalmente di guardare avanti con fiducia ad un ritorno a pieno regime delle nostre attività: sappiamo che anche questo 2021 sarà un anno particolare, vista la situazione generale, tuttavia questo passaggio è indicativo di come le prassi di prevenzione e di tutela attuate alla Casa Hermes siano state e continuino ad essere efficaci. Possiamo garantire standard di sicurezza massimi”. Dato significativo in questo senso è che la struttura della Fondazione Opere Laiche Lauretane non ha mai registrato alcun caso di positività al Covid in tutti e quattordici i mesi della pandemia: un risultato straordinario, ottenuto con l’attuazione di protocolli serratissimi di controllo scattati fin da subito e che hanno previsto (e prevedono ancora) l’esecuzione di tamponi ogni 15 giorni da parte del personale e di tutti gli ospiti.

Anche la campagna vaccinale della Casa Hermes è stata condotta in queste settimane all’insegna della più assoluta meticolosità – spiega il Direttore Generale Riccardo StranoOltre alla somministrazione delle dosi, abbiamo sempre eseguito subito dopo, e quindi con intervallo di 15 giorni, i tamponi molecolari anche sui vaccinati per scongiurare qualsiasi rischio. La scelta della Fondazione è stata di investire risorse anche significative nella prevenzione e questo ha pagato”. Ed ha anche permesso che le attività della Casa Hermes a sostegno delle fragilità non si arrestassero del tutto durante la pandemia nonostante le forti limitazioni necessariamente imposte per contrastare il Covid.

“In tutti questi mesi – continua il Presidente Tanoni  – siamo riusciti a garantire ai nostri ospiti la prosecuzione delle attività fondamentali per la loro condizione, sia pure non potendo contare sulle professionalità esterne che in situazione di normalità prestano servizio alla Casa Hermes e che per ovvi motivi non hanno più potuto avere accesso alla struttura: il nostro personale interno, opportunamente formato per far fronte all’emergenza, ha potuto assicurare agli ospiti tutte le azioni di sollievo e di sostegno di cui avevano necessità”.  Dunque ora si continua, in attesa di tornare alla normalità completa e che sia consentito anche l’ingresso dei familiari in visita. Attualmente gli ospiti possono incontrare i loro cari attraverso la ‘Stanza degli abbracci’, un’area ‘neutra’ a ridosso della struttura in cui sono stati attivati particolari accorgimenti di mantenimento delle distanze per permettere comunque il contatto umano in tutta sicurezza.

 

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