La situazione drammatica che stiamo vivendo ci obbliga, ora come non mai, a  mantenere uno sguardo prioritario verso valori fondamentali come la sanità e il lavoro. In questa direzione si sta prodigando il governo nazionale e di riflesso tutte le varie amministrazioni territoriali. Occuparsi di sanità e salute comporta però anche la responsabilità di gettare uno sguardo oltre il limite. Cercare di valutare quelli che potrebbero essere  gli effetti anche psicologici di questa lunga ondata pandemica.

Probabilmente ci troveremo di fronte, una volta usciti da questo incubo, ad una comunità non solo traumatizzata, ma soprattutto demoralizzata e con la stringente esigenza di ristrutturare legami e reinventare e rimodulare spazi di condivisione. La buona politica allora deve saper predisporre gli strumenti necessari per favorire queste future esigenze.

Il partito democratico di Recanati è fortemente convinto che una delle chiavi della rinascita della condivisione sociale e dello spirito di comunità potrebbe essere rappresentata, a maggior ragione per quello che rappresenta il nostro Comune, dalla cultura. Rilanciamo così a tale proposito un  nostro vecchio progetto, oggi secondo noi quanto mai attuale, che prevedeva una sede distaccata della biblioteca comunale da individuare e ubicare nella zona di Villa Teresa, perché di Recanati il quartiere largamente più popolato e già con diversi problemi di natura sociale.

Il ruolo centrale di aggregazione per ogni fascia d’età svolto dalla nostra biblioteca nell’era pre pandemica, grazie anche all’ottima amministrazione politica e ai diversi progetti culturali, dimostra proprio la centralità di questo servizio e indica quali potrebbero essere i nobili traguardi se questo venisse ulteriormente potenziato. In passato quando si ventilava tale ipotesi a spaventare erano soprattutto i costi del personale, ma oggi sembrano aprirsi nuovi orizzonti e nuove possibilità di gestione.

Seguiamo infatti con grande piacere il movimento di volontari che si sta attivando in queste settimane per dar vita ad una serie di iniziative a vantaggio della comunità. In questa aggregazione virtuosa, animata da uno spirito così positivo si potrebbero individuare quelle risorse a cui affidare il servizio risparmiando su quelli che potrebbero essere dei pesanti costi di gestione, ma soprattutto continuando ad indirizzare verso scopi di alta utilità pubblica quello che si presenta come un habitus nobile ed il  trionfo del terzo settore, eventualmente utile anche per attivare quelle oasi di verde promesse al tempo della realizzazione del nuovo supermercato.

Lo stesso patrimonio librario non dovrebbe rappresentare un problema significativo viste le consistenti donazioni delle quali si privilegia la sede centrale e che spesso non trovano più spazi di collocazione. La nuova sede inoltre potrebbe rappresentare un luogo di sperimentazione di nuove forme e di nuovi indirizzi andando ad attingere al contributo diretto della comunità proprio perché può rendersi parte attiva sia nella gestione che nelle proposte, con uno sguardo attento, vista la vicinanza dell’Itis, anche ad un impronta tecnica e scientifica.

Stiamo forse guardando troppo lontano in questo momento, ma il nostro è uno slancio di speranza che ci anima ad organizzare un’iniziativa che si occupi di dibattere proprio su questi temi e che si svolgerà su piattaforma cercando di coinvolgere il quartiere e l’amministrazione comunale.

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10 commenti

  1. Io guardo il volto pensieroso di Cesare Ragazzi che girandosi i pollici sta pensando che tutto sommato a Villa Teresa servirebbe un parrucchiere per uomo e magari un centro di trapianto di capelli!
    Anzi io focalizzerei il dibattito su cosa è meglio il trapianto o l’impianto.
    Sulla condivisione si può parlare di donatori o donatrici di capelli per effettuare extension e sul fatto della socializzazione credo che sia per un uomo ma soprattutto per una donna avere un’alopecia è un problema che degrada l’autostima il non essere accettati per quello che si appare e non per quello che si è!
    Bando alle ciance veniamo al sodo!
    Il costo del personale delle biblioteche in passato spaventava ma oggi sembrano aprirsi nuovi orizzonti e nuove possibilità di gestione.
    Quindi l’idea quale sarebbe il Work huawei?
    In pratica oggi tramite questo sito è possibile reclutare manodopera a gratis!
    Poi un’ultima cosa che debba interessare anche Asterio a proposito di reperimento di libri!
    Vi ricordate quando venne messo in rete quel video della scuola Gigli e vi ricordate i libri sparpagliati qua e la?
    Tant’è che il Centro Culturale Villa Teresa lanciò un appello per il recupero di quei libri scolastici!
    Ho il Link sotto cliccate…
    http://www.radioerre.net/notizie/index.php?option=com_k2&view=item&id=103934:il-centro-culturale-fonti-san-lorenzo-lancia-un-appello-per-il-recupero-dei-libri-abbandonati-nella-ex-scuola-gigli&Itemid=160
    Come è andata a finire?
    Asterio adesso continua te!

  2. Ma Ve lo chiedete perché a Recanati avete perso una marea di voti? In questo periodo…..la gente muore, si ammala, non ha lavoro….e queste sono le proposte….bho….

  3. Sono d’accordo per molti motivi e penso che sia particolarmente apprezzabile che questa proposta venga fatta ora che ancora siamo in piena emergenza pandemia. Il primo e più banale motivo è che la maggior parte delle scuole superiori sia ubicato nella zona di Villa Teresa e che la presenza di una biblioteca mediateca con orario continuato possa stimolare la presenza di giovani anche pendolari. La seconda è che, a parte i pochi e attempati residenti nel centro storico (come me), per tutti gli altri la frequentazione della biblioteca comunale comporta o una scarpinata, o la ricerca di un parcheggio verso il mercato, o un esborso economico di qualche euro tale comunque da dissuadere i più giovani. Le due biblioteche, o meglio le due sezioni della stessa biblioteca inoltre potrebbero essere complementari l’una con l’altra, magari privilegiando i libri antichi al centro vista la presenza della biblioteca Benedettucci, e una sezione più moderna anche con testi tecnico scientifici nella zona di Villa Teresa.

  4. Gianni Bonfili on

    Mi sento di poter affermare che quel pochissimo di buono che nella mia vita sono riuscito a combinare in gran parte lo debbo ai benefici della cultura,che ho sempre curato,fin dalla prima gioventù frequentando per lunghe ore quotidiane i locali della biblioteca comunale,al tempo collocata sotto il loggiato e gestita dal favoloso Peppe Cecchini,che ho sempre avuto in grande amicizia.Una cultura robusta e diffusa è la sola medicina che potrà sollevarci dal grave degrado nel quale in tutta evidenza siamo finiti come società occidentali.

    • Eccolo quello sveglio,chiedilo a Saltamartì!
      E con cosa paghiamo il personale…in natura con un cappone un coniglio e quattro piante di insalata il tutto proveniente dai terreni de l’ospedale?
      Ma fammi il piacere,sapere che c’è gente che crede ancora a certe utopie mi fa capire che siamo messi male ma proprio male!

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