Nel secolo scorso il “Monte de Foja” era noto per il 1° maggio, ora è terra di conquista per antenne e cemento. Saranno solo rumors  o c’è qualcosa di vero?

La partita è giocata da tre soggetti le Opere Laiche Lauretane, proprietaria del terreno, una società d’oltremanica e l’amministrazione comunale. Dopo i dubbi e gli interrogativi di Castellani Cristina e Castagnani Gianluca della lista SiAmo Loreto arriva anche la nota del gruppo Ambiente Partecipazione Solidarietà, non presente in Consiglio Comunale, e confluito in SINISTRA ITALIANA.

Oggi, nel silenzio generale delle Istituzioni, si fa strada un altro “grande progetto” che prevede la cementificazione di ulteriori tre ettari della stessa bellissima collina,  attraverso un progetto per la costruzione di un istituto riabilitativo – day hospital alquanto futuristico e somigliante al famoso dirigibile tedesco Zeppelin. Invece di violentare ulteriormente il verde intorno a Loreto sarebbe più opportuno sfruttare  le molte grandi strutture immobiliari appartenenti alla Chiesa e che, a seguito della crisi delle vocazioni, sono rimaste vuote o altre strutture (vedi l’ex Albergo Marchigiano) che continuano piano piano a degradarsi.

Il gruppo Ambiente Partecipazione Solidarietà ha sempre sostenuto la necessità che l’Amministrazione Comunale censisse gli immobili “vuoti”, comprese le proprietà ecclesiastiche, proprio per evitare ulteriori cementificazioni e dare un segnale di rispetto ad un territorio assai piccolo. Non è possibile, proprio mentre stiamo entrando nell’era della “TRANSIZIONE ECOLOGICA”, continuare ad usare la parola “lottizzazione” quando non ce n’è bisogno. Tra l’altro facciamo notare come questo accada sempre nel momento in cui la partecipazione democratica si affievolisce, lasciando carta bianca a chi governa che può dunque disporre come vuole della cosa pubblica.

Il gruppo Ambiente Partecipazione Solidarietà confluito in SINISTRA ITALIANA  e non presente in Consiglio Comunale, lotterà con i cittadini, i Consiglieri, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Opere Laiche (proprietaria dell’area) e quanti altri vorranno unirsi a questa battaglia per ostacolare la costruzione di questa inutile opera.

L’alleanza che governa la città da sei mesi sta mostrando per ora  una assoluta mancanza di sensibilità rispetto al tema ambientale che è il nostro futuro per vivere in un habitat sostenibile ed a misura d’uomo.

Giovanni Pespani

Antenna sul Monte Foglia a Loreto

                                                             

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6 commenti

  1. Avete rotto il KAISER con queste antenne e con l’illuminazione di quel capannone Nervi!!!!!
    Sia Loreto che Porto Recanati si stanno incartando maggioranza e opposizioni su questioni futili facendole passare per importanti lasciando questioni importanti ferme facendole passare per futili!!!
    Le cose sono due,o c’è l’incapacità di risolvere i problemi importanti e quindi si passa al futile o c’è un qualcosa che va oltre,l’indottrinamento,il 5G che fa male è pericoloso e per il capannone gli sprechi l’inquinamento ecc.
    Porto Recanati e Loreto avete rotto il KAISER!!!!

  2. Guglielmo Papa on

    Il dissenso non può prescindere dalla civiltà dei commenti. Parliamoci chiaro però, così da tener lontani i soliti demagoghi da quattro soldi sempre in circolazione ed evitiamo di mescolare troppe cose insieme (Comune, Opere laiche. Delegazione pontificia ecc.).
    Questa ipotetica struttura sanitaria di chi è? In che zona precisa dovrebbe essere costruita? Quale Amministrazione comunale dovrà dare i permessi indispensabili? Loreto o Porto Recanati? Il Comune di Loreto ha le idee chiare su questo argomento oppure farà come sempre il “pesce in barile” per non scontentare nessuno, magari appellandosi al fatto che il nascente istituto “darà lavoro a tanti”?

    P.S. – A proposito: quando iniziano i lavori per le scuole di via Marconi? Sono passati un po’ di anni dal terremoto… O adesso è più di moda occuparsi di antenne?

  3. Troppe cose a Loreto stanno sotto sotto e poi spuntano improvvisamente alla luce quando non c’è più nulla da fare, tra lo stupore ipocrita di tanti.

  4. Quello che Sembra sfuggire ai più è che la tutela del territorio appartiene esclusivamente al comune il quale con lo strumento del piano regolatore decide cosa si può fare in una determinata porzione del proprio territorio. In altre parole non si può certamente chiedere al proprietario di un area di non venderla o di non affittarla per evitare che su quell’area qualcuno realizzi qualcosa che può essere sgradito ad una parte della collettività.

    • Guglielmo Papa on

      Parole indiscutibili. Ma vallo a spiegare a chi, di quando in quando, poggia i suoi “lombi” sugli scranni del consiglio comunale e certe regolette elementari dovrebbe conoscerle.

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