A Radio Erre abbiamo avuto ospite Paolo Roat, attivista diritti umani  e con lui abbiamo trattato la storia di Andrei Revenco, 9 anni, Moldavo, il bambino travolto e ucciso da un treno nei giorni scorsi a Verolengo, fuori Torino. Il piccolo era fuggito nel pomeriggio dalla comunità dove era ospitato, la «Mafalda» di Borgo Revel, una comunità che si occupa di ragazzini fragili, allontanati dalle famiglie.

Sono tanti, ancora troppi, purtroppo, i casi di minorenni allontanati dalle loro famiglie di origine e Roat ci racconta il loro dramma.

Si parla anche dell’assurdità della Filiera psichiatrica per Bambini in Italia da Basaglia a Bibbiano e fino al tempo del Coronavirus.

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2 commenti

  1. Anna Maria Fedeli on

    Nell’ottobre 2005 a Macerata in Corso Cavour un minore rumeno muore precipitando dalla finestra di un appartamento al quinto piano. Da pochi giorni era stato rinchiuso in quella casa famiglia . Un tentativo difuga finito in tragedia come tanti altri, nessun responsabile, poco spazio sui media locali.

  2. Sono profondamente sconvolta dalla morte del piccolo Andrei Revenco.
    Penso che sia al bambino che a sua mamma è stata fatta un’enorme ingiustizia.
    Non li conoscevo di persona ma ho letto degli articoli da cui ho capito che Andrei di 9 anni aveva un’intelligenza esuberante e che il provvedimento d’urgenza per staccarlo dalla mamma (buona o cattiva che sia) è stato un errore gravissimo che ha portato alla morte del bambino… anche perché il giudice doveva fare lo stesso provvedimento d’urgenza nei confronti della comunità da cui Andrei era già scappato il 2.01.2024.
    Poiché con gli stessi soldi – destinati alla comunità Mafalda (che si vantava dei videogiochi amati da Andrei) – si poteva aiutare la mamma nell’educazione del bambino p.e. portarlo fuori a visitare la città, in piscina, a fare lo sport…Ci sono tanti volontari a Torino che fanno questi servizi.

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