Si è chiusa così per il momento, la vertenza tra la ex proprietà ed enti pubblici, per i ricorsi presentati al T.a.r. Oltre ai ricorsi presentati da tutti gli enti proposti ed organi legislativi competenti anche noi del Comitato Voce libera Montecassiano a sua volta presentammo un esposto che diede inizio a tutto questo.
La storia narra che tutto ebbe inizio dalla nevicata del febbraio del 2012 quando delle coperture in amianto crollarono sotto il peso della neve da diversi capannoni. Nel 2013 la Smorlesi chiede di essere ammessa al concordato preventivo trattenendo la cospicua somma di 764.729 euro. Nel 2016, nel mese di maggio, l’assemblea dei soci della ditta sopracitata, trasforma la Smorlesi da s.p.a. in s.r.l. e dispone lo scioglimento e la messa in liquidazione della società s.r.l. con il liquidatore Alfredo Cesarini. Nel 2018 il comune procede per le bonifiche più urgenti mentre Cesarini finisce sotto processo per mancata osservanza dell’ ordinanza sindacale. La telenovela continua poiché nel giugno del 2018 la Smorlesi, o di quel che ne rimane, chiede alla Regione Marche il rinnovo dell’autorizzazione integrata poi negata. Nel 2021 grazie alle segnazioni pressanti del nostro comitato emergono che all’ interno della superficie del plesso risultato essere presenti rifiuti abbandonati, speciali pericolosi e non.

Smorlesi e Maggi, che nel corso degli anni si sono sempre rimpallati l’onere di ottemperare a celeri lavori per la messa in sicurezza di quello scempio, hanno contestato le ordinanze sostenendo che non erano tenuti ad eseguire i lavori da intraprendere.
Il T.a.r ha dato ragione in primis alle dimostranze del Comitato Voce libera Montecassiano e all’Ammistrazione comunale respingendo ogni pretesa della Smorlesi e nel contempo ha dato atto di come il commissario liquidatore avesse fatto quanto dovuto. I giudici citano una sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito il principio di chi “INQUINA PAGA” anche nel caso in cui l’imprenditore si stato dichiarato FALLITO.

Concludiamo dicendo che la Smorlesi si era anche trattenuta la somma di 760 mila euro e su queste procedure usate in maniera strumentale il T.a.r sollecita persino un intervento del legislatore.

Non finisce qui. A settembre ci sarà un altro processo per la mancata bonifica dell’amianto.

COMITATO VOCE LIBERA MONTECASSIANO

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