Dopo la storica sconfitta alle elezioni regionali e in diverse città e comuni importanti il pd si è avvitato in tattiche e incomprensibili passaggi interni. La cosa è ancora più preoccupante se nel frattempo si assiste alle difficoltà di governo di una  destra scomposta che nascono dalla mancanza di una visione politica di medio e lungo respiro che rilanci lo sviluppo economico e la crescita del sistema regionale.

I cittadini hanno perso la fiducia nei partiti che a loro volta non sembrano più capaci di comprendere i bisogni e il vivere quotidiano delle persone.

Di fronte a questo scenario serve ricostruire un rapporto fiduciario con i territori e questo non può che passare dall’emergere di una nuova classe dirigente che non siano i soliti volti.

La crisi profonda e lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni, la drammatica situazione demografica determinata  dal crollo delle nascite che metterà in crisi il sistema di welfare dalla sanità al sociale, dall’istruzione alle pensioni, le radicali trasformazioni del mondo del lavoro che richiederebbero un nuovo sistema di politiche attive e passive, la crisi energetica e ambientale che ci chiamano a rivedere le fondamenta del nostro sistema socioeconomico, una ricostruzione post sisma che procede a rilento,  sono solo alcuni dei temi su cui ci sarebbe modo di costruire un nuovo modello per le Marche, sostenibile e inclusivo. Solo con la buona politica e una classe politica rinnovata e credibile si può battere l’antipolitica e ricostruire il tessuto democratico, con il coinvolgimento di tutte le forze sociali.

Ecco perché serve urgentemente un congresso straordinario, aperto, che superi le vecchie logiche e aree di appartenenza con al centro l’unico interesse di una comunità che da troppo tempo è lasciata senza speranza. Il Commissario può accompagnarci per creare le condizioni affinché si svolga un congresso costruttivo, aperto e di confronto sincero.

Il centro sinistra, inteso come ampio campo progressista, è ancora una presenza forte e vitale nell’elettorato ma è del tutto disincantato e sfiduciato. Dobbiamo riaccendere la speranza della buona politica che risolve i problemi più sentiti e sa ascoltare le persone senza supponenza. In molti dovrebbero prendere atto che il loro tempo in prima fila è ampiamente scaduto e che non si può proseguire così. Al pd non servono dirigenti che vincono congressi con numeri sempre più risicati per il calo delle iscrizioni e che poi sono invisi agli elettori. Servono nuove figure, magari cresciute nei territori nella veste di amministratori e che abbiamo piena consapevolezza di quanto è diventato difficile conciliare tempi di vita e di lavoro, quanto sia complesso avere compiti di cura verso familiari più fragili e al contempo costruire il futuro insieme alle giovani generazioni.

Non vedo alternative alla reale rinascita del Partito Democratico e noi siamo pronti a partecipare a questa nuova fase consapevoli che tutti sono preziosi ma che solo il cambiamento serve a noi e soprattutto serve ai marchigiani prima che esauriscano gli ultimi scampoli di pazienza.

Nel frattempo ci sono le elezioni amministrative e dobbiamo lavorare per sostenere i nostri candidati che hanno le qualità per rappresentare un’alternativa credibile ad una destra inconcludente e che si è dimostrata più capace a contestare che non a governare.

 

Leonardo Catena

Responsabile Regionale di Base Riformista

Share.

Radio Erre - La Radio che parla e fa parlare | Società Cooperativa Chiostro S. Agostino, 2 62019 Recanati | MC C.F-P.IVA 00351460431 | Tel: 0717574429 | E-mail: radioerre@radioerre.net | PEC: radioerre@pec.it

6 commenti

  1. Luca Falzetti on

    E’ la grande scoperta dell’acqua calda! Bravo! Le lentezze, i cavilli, i formalismi con cui fino ad oggi avete gestito la questione è il sintomo evidente di un partito che in realtà non esiste più, “divorato” da coloro che l’hanno usato per conquistare poltrone e poltroncine di diverso livello, aggrappandosi alla retorica politica diffusa dalla segreteria nazionale. Basta ricordare la recente uscita del capogruppo in Regione con la fotografia di Salvini e Marine Le Pen, che avrebbe dovuto dimettersi su due piedi, mentre ancora è lì, lui che ha perso le elezioni regionali.

Lascia un Commento

Exit mobile version