L’amministrazione Michelini ha deciso di convocare un tavolo tecnico con il condominio dell’Hotel House, l’Astea, il Comune e il Prefetto, per definire la soluzione relativa all’inquinamento del fosso della Vena.
È l’azione annunciata dal sindaco Andrea Michelini dopo la recente moria di pesci al laghetto Volpini che sembrerebbe collegata agli scarichi dell’Hotel House.
Il 25 novembre scorso, infatti, il Primo cittadino aveva emesso una ordinanza per interdire la zona.
L’ipotesi che il problema potesse essere collegato al palazzone era stata fatta sin da subito dall’assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Riccetti ed è stata confermata dall’Arpam che ha risposto al Comune ieri mattina.
«Da quanto ci hanno riferito il 1 dicembre dall’Arpam – afferma l’assessore Riccetti – , il 29 settembre scorso i loro tecnici avevano rilevato nel fosso della Vena la presenza di una consistente quantità di materiale organico maleodorante, riconducibile ad acque reflue di natura domestica o urbana non trattate. Non so chi abbia richiesto l’intervento dell’Asur, ma ciò significa che era stata segnalata da tempo una disfunzione delle linee.
Lo scorso martedì, inoltre, siamo stati messi nella condizione di poter leggere, seppure in bozza, i risultati dello studio che la precedente amministrazione aveva commissionato all’agronomo Buongarzone proprio sull’inquinamento del predetto sito.
Tale studio conferma oltre ogni dubbio che nel fosso sono presenti densità “estremamente elevate” di microbi di origine fecale (escherichia coli), nonché elevate concentrazioni di azoto e fosforo, elementi notoriamente contenuti nell’urina.
È per questo motivo che l’amministrazione Michelini ha inteso prendere sin da subito provvedimenti di concerto con gli altri soggetti coinvolti.
Il fosso della Vena – conclude l’assessore Riccetti – non deve più subire le contaminazioni delle acque reflue del complesso residenziale dell’Hotel House che ancora oggi ne stanno determinando il forte inquinamento.
Da subito dovranno essere approntate misure urgenti, poi si dovrà affrontare la problematica anche dal punto di vista ambientale attraverso un progetto di recupero, capace di ripristinare l’indubbia valenza naturalistica del Fosso della Vena e dell’intero sito».
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