La manifestazione sindacale di mercoledì 14 in Piazza Cavour sulla sanità porta nuove ed interessanti riflessioni sulle mancate scelte degli ultimi dieci anni. Come già detto in un altro comunicato l’UdC maceratese condivide la preoccupazione per la costruzione della nuova sede dell’ospedale di Macerata. Ma non dobbiamo dimenticare il resto del territorio soprattutto le aree interne con la struttura di Camerino/San Severino Marche che deve restare ospedale di base con pronto soccorso e le tre specialistiche di medicina, chirurgia ed ortopedia. Anche su questo la Giunta regionale è stata estremamente chiara affermando in più occasioni che nulla va toccato né tanto meno ridimensionato.

Ci permettiamo soltanto di aggiungere la necessità di rivalutare le sedi di Recanati e Tolentino, fino a qualche anno fa ospedali di appoggio rispettivamente per Civitanova Marche e Macerata con la presenza di posti di lungodegenza e di chirurgia a ciclo breve. Il nuovo PSR non potrà non tener conto di questa esigenza considerate anche le oggettive difficoltà dei due ospedali di primo livello a contenere e soddisfare le richieste di ricovero per la chirurgia programmata e la post acuzia.

Ma la sanità non è solo ospedali per acuti, ma anche una grande e potente rete che assicuri l’emergenza, la diagnostica e la prevenzione in genere. C’è anche la prima cura assicurata dai medici di medicina generale e dalle case della salute. In questi ultimi anni la mancanza di risorse ha portato ad un progressivo e silenzioso trasferimento di disponibilità finanziarie dalla medicina del territorio agli ospedali per acuti. La conseguenza è che poliambulatori, case della salute, consultori familiari e SERT hanno sempre più sofferto un progressivo impoverimento nell’erogazione dei servizi. Al contrario è ora di rilanciare: la rete delle farmacie e quella dei medici di medicina generale dovranno diventare la base per la diagnostica e la prevenzione.

C’è una questione di natura organizzativa che il Piano che andiamo a rivedere dovrà tener conto: bisogna separare i bilanci della medicina per acuti da quelli della medicina del territorio attraverso scelte coraggiose e chiare. Una fra tutte potrebbe essere la creazione di aziende separate che gestiscono i due livelli della cura della salute come già avviene con le aziende Marche Nord, Torrette e INRCA-Osimo. E’ una strada, non è detto che sia l’unica, ma è necessario che nella gestione politica si comprenda esattamente in quale direzione si voglia andare.

Se avremo nuove risorse quelle dovranno andare alla medicina del territorio che ha più sofferto negli ultimi anni e se riusciremo, con le nuove sedi ospedaliere, a risparmiare dovremo destinarlo alla medicina di prima cura e di prevenzione. Alla medicina per acuti dovranno essere destinate nuove risorse a fronte di nuove specialistiche che nel frattempo dovremo programmare nella nostra Regione anche per sollevare i nostri cittadini dall’odiosa mobilità extra regione.

Entrare nella logica della prevenzione significa anche destinare maggiori risorse alla ricerca, sopratutto alla ricerca sul DNA, non solo per curare i sintomi delle malattie, ma per prevenirne le cause.

E’ un’operazione di grande respiro e di lungo periodo che tutti i partiti dovrebbero comprendere ed imporre anche alle stesse case farmaceutiche, molto impegnate nella ricerca, ma sempre sul versante quasi esclusivo della cura del male e non della sua prevenzione.

Luca Marconi

Coordinatore UdC provincia di Macerata

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