Recanati. Così in una nota Simone Simonacci, Consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Recanati

Apprendiamo dagli organi di stampa che l’Amministrazione comunale vorrebbe “rilanciare” il commercio del Centro Storico organizzando una dieci giorni di forti sconti con la coordinazione di una società specializzata in fallimenti e svendite straordinarie. A tal proposito abbiamo subito presentato un’interrogazione, chiedendo anche di sapere in base a quali criteri sia stata scelta questa azienda, soprattutto perché la decisione ci sembra in controtendenza con la proposta, peraltro condivisibile, di organizzarsi con i proprietari degli immobili sfitti del centro per incentivare l’arrivo di nuovi negozi, arrivata solo qualche giorno fa.

Questa ennesima iniziativa secondo la quale basterebbe abbassare i prezzi per riportare gli acquirenti in Città, con buona pace dei commercianti che dovrebbero pure accettare di vedere la loro merce deprezzata, ci sembra sbagliata. Crediamo che Recanati abbia un fascino e una capacità attrattiva invidiabili e che semmai vadano potenziati nella stagione estiva, creando nuove attrattive (culinarie, musicali, artistiche e simili) che invoglino turisti e residenti ad acquistare nei negozi del centro cittadino. Chiamare una società esperta in fallimenti – con tutto il rispetto per i professionisti che ci lavorano – certifica che di fallimentare vi è solo la politica commerciale di questa Amministrazione.

Ecco il testo dell’interrogazione presentata: Interrogazione Progetto rilancio centro storico

Interrogazione con risposta orale Oggetto: Progetto rilancio centro storico

Il sottoscritto Simonacci Simone, in qualità di Consigliere Comunale del Gruppo Fratelli d’Italia, con riferimento di cui in oggetto,
Premesso:
• che dall’elezione della nuova amministrazione non è stata ancora elaborata una vera strategia integrata dei vari comparti economici per il rilancio dell’economia cittadina e in particolare del centro storico.
• che sono stati fatti soltanto molti proclami e pochi interventi non strutturati e che non hanno avuto una vera ricaduta sull’economia reale
• che leggiamo oggi online della proposta di un “Black Friday” per i negozi del centro storico
• che leggiamo della volontà di affidare il rilancio ad una società specializzata in “fallimenti e svendite” il cui binomio “Rilancio-Fallimenti” è già testimone dell’inadeguatezza del partner scelto e dell’iniziativa.
• che una strategia basata sulla “guerra di prezzo al ribasso” e la “svendita totale”, come lascia presagire l’attività di tale Partner, anziché una strategia basata sull’Unicità, sul valore, sulla qualità, sul posizionamento differenziante è una strategia errata e fallita in partenza che avrà una ricaduta negativa sui risultati commerciali e sull’immagine della città.

Riteniamo importante, quindi, che tutti i cittadini e i loro rappresentanti che siedono nel Consiglio Comunale vengano informati in maniera ufficiale ed esaustiva.
Accertato, inoltre, che a tutt’oggi l’Amministrazione ha dimostrato totale impreparazione e incapacità nel rilanciare i settori chiave e propulsivi della nostra città come la cultura, l’enogastronomia, il chilometro zero, le tipicità, la Tradizione storico-religiosa, il pellegrinaggio Lauretano, l’arte, l’artigianato, il turismo lento, l’ecoturismo, il trekking urbano, l’ippoturismo, il cicloturismo, il settore dell’ospitalità e molte altre opportunità che non elencheremo.

Con la presente, si interroga la S.V. al fine di conoscere:
1. Quali sono e saranno i parametri per il rilancio del commercio cittadino
2. Quali sono, sono stati o saranno i parametri per selezionare il partner per il rilancio del commercio cittadino
3. Quali sono gli obiettivi che dovranno raggiungere in termini numerici? Ad esempio, percentuale di incremento del fatturato del comparto commercio, incremento traffico percentuale del flusso turistico
4. Quali sono i parametri per verificarne periodicamente l’effettiva capacità di raggiungere gli obietti prefissarti
5. Quali sono o saranno le clausole e/o le condizioni per tutelarci dall’effettiva incapacità del partner scelto?
6. Chi pagherà questa società?
7. Chi pagherà per gli addobbi floreali?
8. Quali sussidi e contributi pensa di dare questa Amministrazione oltre a proporre la “Svendita Totale del Centro Storico”?

Distinti saluti
Simone Simonacci

 

 

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7 commenti

  1. Contano i commercianti e contano tutte le altre categorie economiche perché contiamo tutti noi cittadini. Se scompare qualsiasi forma di commercio nel centro storico stiamo peggio tutti. Un negozio, un bar in particolare, è un punto di incontro e di controllo sociale oltre che un luogo in cui rifornirsi di quello che serve per la vita di tutti i giorni. Ci dovrebbero essere agevolazioni fiscali per chi ristruttura e affitta a canone concordato locali commerciali nel centro storico. Non basta un contributo occasionale per alcuni mesi e poi le aliquote massime dell’imu e un sistema di parcheggi penalizzante.

    • Operaio in cassa on

      Neanche per sogno.
      Le agevolazioni fiscali per chi ristruttura e affitta a canone concordato locali commerciali nel centro storico, non sono necessarie. Necessarie invece per i comuni cittadini lavoratori a reddito fisso !! ( quelli che non hanno proprieta o immobili da affittare)

      • I proprietari di immobili pagano imposte anche se non incassano alcun reddito, i lavoratori a reddito fisso no. Nessuno nega che vada fatta una seria riforma fiscale ma prendere atto di un problema non vuol dire negarne un altro.

        • Operaio in cassa on

          Gli immobili si possono cedere se non si riesce a mantenerli con proprie finanze. Altrimenti si paga! Come fan tutti i cittadini lavoratori dipendenti.

  2. Il risultato della alta imposizione fiscale è sotto gli occhi di tutti, locali chiusi e degradati e il comune che non percepisce le entrate fiscali che percepirebbe da attività commerciali in essere . Bilancio finale minori entrate fiscali complessive.

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