Con rabbia e rammarico ci troviamo di nuovo ad essere soggetti come categorie di piccoli Bar, Ristoranti e Pub alle decisioni arbitrarie del Governo centrale. Oltre a essere gravemente danneggiati da un clima di terrorismo mediatico messo in campo dalle maggiori fonti di informazione nazionale, che allontanano i nostri avventori con messaggi di paura invece di sensibilizzarli e istruirli sulle misure di sicurezza, siamo caduti di nuovo nella trappola dello “scarica-barile”. Con più precisione ritornati nell’incubo della discussione sui temi delle chiusure anticipate, degli assembramenti fuori dai locali, della nuova ricusazione dei distanziamenti e degli ingressi limitati nei posti al chiuso, nella limitazione ingiustificata dell’orario di lavoro e del divieto di vendere alcolici agli avventori che decidono di consumarli con più sicurezza all’aperto.

Tutto ciò senza un minimo accenno del Governo su come possiamo sostenere economicamente questo effettivo “lockdown” sociale ed economico di settore, che temiamo sarà il modello di lavoro pensato per l’intera durata del periodo autunnale invernale e parte del primaverile.

Tenuto conto della lunghezza temporale della stagione che dovremmo affrontare, le restrizioni specifiche che ci vengono imposte con le relative sanzioni che ci impediscono di fatto di lavorare e fatturare il minino necessario per sopravvivere, chiediamo all’Istituzione competente di:

– In primo luogo considerare come nostri interlocutori Istituzionali principali i SINDACI e i PRESIDENTI DI REGIONE, che conoscendo in maniera molto più precisa e attenta il territorio e le situazioni in ambito locale possono essere i soggetti più utili nella concertazione delle regole e nell’applicazione delle stesse per la prevenzione e la lotta al Covid-19. Di conseguenza chiediamo che vengano delegati agli stessi più poteri decisionali e logistici;

– In secondo di tenere ben presente prima di ottemperare a qualsiasi decisione che al pari del virus ci sono in gioco le nostre attività lavorative, dei nostri dipendenti e di tutto l’indotto comprese le nostre vite. Non sono bastati di certo i barlumi economici positivi dell’estate ed i pochissimi sussidi arrivati a fare da contrappeso alle perdite finanziarie passate, presenti e future. Quindi chiediamo che ogni decisione presa preveda una copertura economica adeguata al danno subito tenuto conto di nuovo di TASSE, IMPOSTE, SPESE PER LE UTENZE, AFFITTI, PROROGHE DI CASSA INTEGRAZIONE, DETRAZIONI, FONDO PERDUTO E TUTTE LE MISURE DI AMMORTIZZATORI SOCIALI che hanno come fine la sopravvivenza delle nostre attività.

Il nostro intento resta e resterà quello di lavorare in piena sicurezza, nelle giuste condizioni e con la giusta considerazione da parte delle Istituzioni che devono essere il nostro punto di riferimento e non il nostro impedimento per lottare e sconfiggere insieme il Covid.

BARISTI E RISTORATORI UNITI DELLE MARCHE

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10 commenti

    • Con questo ragionamento niente e’ essenziale, potrebbe bastare una capanna e una candela per vivere. Magari il proprietario il suo guadagno lo rimette in circolo per far vivere anche te a meno che non hai stipendio statale o sei pensionato o sei mantenuto

    • Ma che risposta è questa? Anche mia nonna di 90 anni considera importante la condivisione di chiacchiere e leggerezza stare con gli amici e condividere se stessi…per non parlare di chi vive di queste attività… Come dovrebbero darsi uno stipendio?

  1. Ristoratori, non siate patetici! Avete fatto il pieno per tutta la stagione. Dobbiamo prenotare giorni prima per trovare un posto. Prezzi alle stelle. Suvvia!

  2. Perché tutta questa acredine nelle risposte!?!
    È vero che i pub o i bar o i ristoranti non sono essenziali ma li dentro c’è gente che ha lo stesso diritto di vivere senza paura di non riuscire a far fronte alle spese che inevitabilmente continuano ad esserci…cosa che il pubblico non subisce!
    Se c’è chi sta male, stiamo male tutti prima o poi, un po’ di solidarietà non credo ci renda poveri, anzi…

  3. Spieghiamoci meglio.
    I pub non sono essenziali in questo momento storico, essendo i principali veicoli di contagio.
    Una sbronza si può prendere ovunque.
    Una sbronza il giorno dopo passa.
    Una sbornia e la polmonite bilaterale interstiziale prese al pub passano con qualche problemino in più.
    I pub vanno chiusi fino a soluzione del problema covid.

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