Nel primo pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Corridonia hanno tratto in arresto un 58enne di Petriolo, disoccupato con reddito di cittadinanza, senza precedenti penali, per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

I militari, appostati nella piazzetta di via Niccolai più volte segnalata per essere frequentata da tossicodipendenti del luogo, hanno visto arrivare un uomo alla guida di una Volkswagen Golf che si avvicinava ad un giovane a cui consegnava un sacchetto di carta ricevendo in cambio una banconota da 50 euro. I Carabinieri, subito intervenuti, trovavano nel sacchetto due dosi di marijuana del peso complessivo di 7,5 grammi mentre, nell’abitazione di Petriolo, veniva recuperata altra marijuana per un peso totale di quasi 3 chilogrammi che il 58enne custodiva in varie scatole sparse per tutta l’abitazione. Inoltre, all’esterno della casa i Carabinieri hanno trovato altre tre piante coltivate per l’essicazione.

L’uomo è stato pertanto dichiarato in stato di arresto per la vendita e detenzione di sostanza stupefacente e ristretto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, non ancora calendarizzata, mentre la droga, che avrebbe fruttato alcune migliaia di euro, è stata sottoposta a sequestro.

 

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3 commenti

  1. Questo magari comprava la droga con il reddito di cittadinanza che poi gli fruttava il quadruplo.
    Grazie a Grillo e ai 5 Stelle ha potuto metter su un’attività proficua facciamo un esempio:
    Con 700 euro di reddito comprava droga che sul mercato rendeva 2100!
    ?

    • Goffredo Natalucci on

      Bravo sig. Umberto, ha fatto bene a ricordare a tutti chi sono i “geniali” sostenitori di quella sciagurata legge, figlia di una cultura assistenzialista senza confini. Purtroppo chi la volle in Parlamento, dopo essersi affacciato al balcone di Palazzo Chigi (l’altro, quello di Palazzo Venezia non era praticabile perchè distante dall’attuale sede del governo e poichè i Cinquestelle non amano… lavorare, neanche camminando) per proclamare di aver “cancellato la povertà”, ora sta “accucciato” al Ministero degli Esteri come capo della diplomazia (sic!) e si guarderà bene dall’ammettere l’errore. Adesso, per essere equi e rispettare coloro che il reddito di cittadinanza lo percepiscono senza barare, il signore arrestato dovrebbe restituire tutto quanto fin qui intascato e con gli interessi. Ma certamente troverà qualche avvocato che gli eviterà questo… fastidio.

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