Le rappresentanze sindacali CGIL-CISL della funzione pubblica hanno indirizzato una nota a Nadia Storti (Direttrice ASUR Marche), Alessandro Maccioni (Direttore Area Vasta 3), Lucia Isolani (Direttrice SPSAL Area Vasta 3) e alla dott.ssa Iolanda Rolli (Prefetto di Macerata) sulla necessità di effettuare tamponi al personale dell’area vasta.

John Palmieri (Segretario Generale FP CGIL), Sonia Prosperi (FP-CIGL) e Paola Ticani (FP-CISL) scrivono che “considerato l’aggravarsi della situazione di contagio anche presso l’AV3, che l’attuale organizzazione non riesce a garantire percorsi separati da pazienti COVID positivi COVID negativi e casi sospetti, che continuano ad essere segnalate gravi carenze di DPI sia nelle strutture ospedaliere che in quelle periferiche residenziali e semi-residenziali (Corridonia, Matelica, Treia, Recanati, Tolentino), chiedono che a tutti i lavoratori venga effettuato il tampone”.

“La scelta operata fino ad ora si sta rilevando fallimentare, molti gli operatori contagiati ed eseguire il tampone non è stato facile –scrivono ancora i sindacalisti-. L’ambiente ospedaliero generico 2018 784338.610×431 1280x720seppur diviso in reparti e con percorsi dedicati è il realtà un ambiente unico, le limitazioni presentano loro stesse dei limiti, per esempio quelle dove si effettuano esami diagnostici che sono al servizio sia dei reparti che dei Pronti Soccorsi. Vista la carenza dei DPI il rischio di trasportare il virus da operatore ad operatore, da operatore a paziente e da paziente ad operatore è altissimo e pertanto riteniamo indispensabile, prioritario, urgente che il tampone venga effettuato a tutti gli operatori sanitari impiegati quotidianamente per la salute dei cittadini. Questa attenzione nei confronti dei sanitari, inoltre, permette anche una maggiore protezione per la cittadinanza”.

“Alla luce, anche, di quanto stanno predisponendo le altre Aree Vaste (Av4) –conclude la nota- si chiede una programmazione di sedute giornaliere per l’effettuazione di tamponi ai dipendenti iniziando prioritariamente da coloro che vengono in contatto quotidianamente con pazienti COVID positivi o sospetti. Qualora non si provveda celermente a tale compito le scriventi OOSS si riservano la facoltà di perseguire tutte le opportuni vie legali al fine di tutelare i dipendenti dell’AV3”.

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