Ogni volta che c’è maltempo se ne vanno l’energia elettrica e di conseguenza l’acqua visto che utilizzano il pozzo: è il disagio che da tempo vivono circa dieci famiglie di una zona di campagna, precisamente “Fratte” lungo la strada che da Montefano conduce a Filottrano. Le abitazioni si trovano subito dopo il ponte denominato “del Fiumicello” che ora è pure interrotto dopo le piogge torrenziali di giovedì scorso.

Il problema principalmente è della linea elettrica inadeguata dell’Enel e del fatto che la zona non è servita dall’acquedotto per cui ogni abitazione usufruisce di un pozzo, ma se non c’è la corrente non funziona la pompa. “Sono anni – dicono – che chiediamo all’Astea di farci sapere se possiamo agganciarci alla linea che passa lungo la strada che da Osimo conduce a Filottrano. Come se non bastasse, lottiamo anche sul fronte, ancor più difficile, dell’Enel perché smuovere l’azienda perché faccia i lavori necessari è un’impresa titanica. Siamo veramente sfiniti perché passare giorni senza luce ed acqua è un disagio pesante. Siamo stremati”.

In più, per la rottura dei pali telefonici, da metà agosto sono anche senza internet.

Hanno cercato aiuto anche i Comune e il sindaco di Montefano Angela Barbieri assicura che c’è tutta la disponibilità ad aiutarli. “È una situazione di vecchia data, dice la Barbieri. Il Comune non è assolutamente inadempiente: io personalmente ho parlato più volte con Astea e ho anche sollecitato tantissimo l’Enel. Sabato sera, vista la situazione e sapendo che c’era anche una persona anziana in casa, abbiamo portato giù un generatore di corrente per venire incontro alle loro difficoltà. Ho chiesto loro di farsi fare un preventivo di spesa e di farcelo avere: visto che si tratterà sicuramente di un intervento di una certa consistenza potremo convocare tutte le famiglie interessate e Astea e insieme vediamo come possiamo fare tenendo presente, però, che ogni cittadino deve farsi carico personalmente delle spese di allaccio. Si tratta di trovare un punto d’incontro. Io non mi tiro indietro assolutamente, la disponibilità c’è tutta”.

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2 commenti

  1. Ma come, Astea non è una società partecipata dai Comuni che “serve”? E davanti a questa situazione non muove una paglia? Il sindaco sa solo “raccomandarsi” al buon cuore della società? I suoi cittadini da chi devono farsi tutelare? Forse da un magistrato, cui chiedere che venga accertata l’interruzione di un servizio essenziale per la comunità?

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