È stato solo un suo spontaneo gesto volontario quello di tentare di riparare l’ennesimo guasto dell’ascensore dell’Hotel House e per questo nessuno pagherà per la morte di Lamine Cissè, il tuttofare 38enne dell’Hotel House caduto per 24 metri nel vano dell’ascensore il 7 ottobre del 2015.

Sono stati, infatti, assolti tutti per la sua morte: prima l’amministrazione del palazzo, che si è difesa dimostrando che nessuno aveva incaricato Cissè di fare quell’intervento, per il quale non aveva né formazione professionale né protezione adeguata, e ora anche la società che amministrava il palazzo, la Luto service: il Tribunale di Macerata ha stabilito, visto l’esito del processo già concluso sull’infortunio, che neanche questa ha responsabilità per quanto è accaduto al 38enne senegalese.

Insomma, sarebbe solo lui il colpevole in quanto l’infortunio è frutto solo del suo comportamento azzardato, seppur dettato dalle migliori intenzioni e da una particolare disponibilità a dare una mano all’interno del palazzone multietnico.

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