<<Non c’è da vergognarsi a cambiare idea ogni giorno: per cambiare idea bisogna aver idee di ricambio>> (Pitigrilli).

La scelta di tornare sui propri passi compiuta da alcuni, o molti non ci è dato sapere, dei 21 Sindaci all’ultima riunione del comitato consultivo dell’A.T.A. 3 ci lascia esterrefatti.

Non riusciamo a comprendere come si possa prima votare una procedura sbagliata, poi intelligentemente cambiare idea e infine ravvedersi dal ravvedimento. La motivazione di fondo, che vanno dal “non c’è alternativa a questa procedura”, “altrimenti si rischia il commissariamento”, per non parlare dell“aggravio di costi della TARI”, non sono soddisfacenti.

La linea politica di Pettinari, che ha causato questa situazione d”emergenza”, non può essere la soluzione.

Se tutto il dibattito istituzionale e dei cittadini dall’inizio di questa procedura si fosse focalizzato su di un Piano d’Ambito all’avanguardia, ecocompatibile e sostenibile economicamente, oggi non ci troveremmo in questa situazione. Continuiamo a parlare solo del deposito finale dei rifiuti, la discarica, come se questa fosse la soluzione a tutto. Ma ora sappiamo che ci sono ben 30 milioni di euro dietro all”affare” della discarica. E ciò spiega molte cose.

C’è un altro aspetto che ci lascia ancora più allarmati. Sarà la Oikos a valutare le osservazioni dei comuni e dei privati. L’azienda che ha curato la metodologia per l’individuazione delle aree idonee. Lo stesso soggetto che, non conoscendo la nostra realtà provinciale, ha definito aree idonee siti che invece non lo erano, come dimostrato dalla documentazione prodotta dagli interessati.

Dopo aver condotto male il compito, ora deve valutare quello fatto bene dagli altri. Siamo all’assurdo.

Oikos, in quanto privata, ha interessi e finalità diverse rispetto alle istituzioni pubbliche che dovrebbero considerare i territori in modo imparziale. Pettinari ci deve anche spiegare perché prima la valutazione doveva essere fatta dalla Provincia ed invece ora torna tutto in mano dell’Oikos.

Come liberi cittadini che si sono costituiti in comitati spontanei, forse l’unica voce politica fuori dal coro, ribadiamo la nostra contrarietà a questa procedura. Fermatevi prima che di andare a sbattere contro i ricorsi al TAR!

 

“Comitato quartiere zona B Pollenza”, Nuova Salvambiente, Comitato “Corridonia Green no discarica”.

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