La TARI non è solo la tassa che paghiamo per coprire il costo dello smaltimento dei rifiuti, ma comprende anche la copertura dei costi della pulizia della città e tutti i costi annessi compreso il costo dei sacchetti che usiamo per conferire l’immondizia siano essi di colore giallo o blu o per l’umido.

All’inizio della sperimentazione della raccolta differenziata a Recanati si partì per gradi e solo in pochi quartieri, furono messi a disposizione della cittadinanza i sacchetti in dei luoghi prestabiliti, per lo più nei supermercati, in un tavolo all’ingresso accatastati e liberi di essere presi da chicchessia e nelle quantità desiderate.

Si capì dopo l’errore pacchiano, gli utenti recanatesi e non, facevano manbassa di quelle disponibilità che, si dice, venissero usate nelle case anche per scopi totalmente diversi dall’originario come salvaguardare gli indumenti negli armadi nel cambio di stagione.

Il risultato economico di questo sperpero era drammatico tanto da incidere non poco sui costi generali.

Quindi quando la raccolta differenziata raggiunse tutto il territorio e il COSMARI propose di inserire il microchip per avviarsi alla tariffa puntuale, la distribuzione dei sacchetti venne centralizzata in Municipio con il controllo diretto e con un numero di sacchetti preventivati di utilizzo in base al nucleo famigliare.

Inoltre la tariffa puntuale, che è lungi dall’essere raggiunta, avrebbe previsto dei bonus per la raccolta della plastica (sacchetto blu) e dei malus per l’utilizzo del sacchetto giallo (indifferenziata), quindi si sarebbe incentivata la raccolta differenziata della odiata plastica con il sacchetto blu e si sarebbe in qualche modo disincentivato l’uso del sacchetto giallo attraverso una puntuale differenziazione.

Ora, io ignoro il metodo usato per destinare il numero dei sacchetti ad ogni nucleo famigliare, ma sono sicuro che quando il numero assegnato finisce l’amministrazione pretende un obolo di euro 1 a pacchetto sia esso di colore giallo o blu.

E qui, dopo la lunga premessa, arriviamo alla strada smarrita perchè chi utilizza il sacchetto blu dovrebbe essere premiato e non vessato, anche se si tratta solo di euro 1,00. Inoltre qui entriamo nell’iniquità della norma, infatti la TARI ha al suo interno un mix talmente eterogeneo di costi vari assimilati che rende stupida la pretesa indennizzante del presunto eccessivo uso dei sacchetti blu.

Concludendo, fare la raccolta differenziata è un dovere morale da parte dei cittadino, la raccolta differenziata con la distribuzione dei sacchetti in maniera centralizzata ha evitato un utilizzo eccessivo e non controllato dei sacchetti con conseguente risparmio economico sulla carta per i cittadini, l’uso del sacchetto con il microchip doveva portarci verso una tariffa premiante in base alla corretta differenziazione dell’immondizia dei nuclei famigliari. Non mi pare che nei fatti questo obbiettivo venga perseguito, anzi tutto continua a camminare sempre all’interno dello stesso stesso solco tracciato senza una evoluzione e un miglioramento delle norme e in definitiva della vita del cittadino.

Nino Taddei

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10 commenti

  1. Tutti era più semplice e meno costoso
    Per i cittadini
    Era sufficiente considerare quante persone abitano in una casa.
    L’ immondizia la produce le persone no i metri quadri!!
    Perché a Recanati siamo i più cari delle Marche!?!?

  2. Il fattore premiante credo lo si debba riscontrare sull’applicazione e abbassamento delle tariffe in toto (non so se ciò avvenga). Credo che il microchip sia uno strumento, per risalire a chi fa un uso improprio e indifferenziato delle materie che al contrario, debbano prendere strade ben precise.

  3. Luca Falzetti on

    E’ una tassa che i Comuni o loro sostituti non modificheranno MAI nella loro applicazione, perchè produce ricavi e costa pochissimo (vedi la qualità dei sacchetti distribuiti, pronti a strapparsi al minimo intoppo). Basti pensare al parametro della superficie dei luoghi, all’ipotesi che si abbia un garage o altro spazio non abitabile, per comprendere quanto la tassa possa lievitare. Occorre un meccanismo premiale per garantire una raccolta differenziata dei rifiuti, magari attraverso sconti progressivi sulla cartella di pagamento oppure benefit per altri servizi comunali (tessere parcheggio, tessere sconto per il trasporto pubblico locale). Certo, il sistema di rilevamento e calcolo da mettere in piedi non può essere… artigianale, ma basta guardarsi in giro per trovare le soluzioni tecnologiche più efficaci (a Rimini, tra ottobre e novembre, da anni viene organizzato una specifica fiera internazionale per questo settore).

  4. La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni,se chi ha cattive intenzioni va in paradiso…chi ha buone intenzioni…alla fine va all’inferno.
    Questo devi saperlo Nino!

  5. Ma ci vuole tanto a fare come in Germania che nelle aree vicine ai supermercati si conferiscono lattine, bottiglie di vetro o di plastica e si incassano soldini. Questo incentiva a fare la raccolta differenziata. E poi io che compro i detersivi alla spina quando vedrò riconosciuto la mia minore produzione di rifiuti? Altro che microchip.

    • O Ciambellò,quei posti dove conferisci le lattine e bottiglie ti ridanno i tuoi soldi in quanto in germania lattine e bottiglie hanno una cauzione compresa nel prezzo di vendita.
      Facciamo un esempio una bottiglia d’acqua minerale da 1,5 litri anziché costare 0,30 centesimi ne costa 0,60.
      Se vai a conferirla ti restituiscono i 0,30 centesimi!

      • Quindi? La lattina e la bottiglia non finiscono in giro.
        Ciambello’!. Zero guadagno per chi conferisce, grande guadagno per la società civile.

        • Le lattine e bottiglie non finiscono in giro no,perché come ti ho detto nel prezzo c’è compresa la cauzione di diversi centesimi e quindi è interesse del consumatore riportare la bottiglia al negozio per monetizzarla con buono spesa che alla fine è una restituzione di soldi e non altro!
          Un po come le casse con le bottiglie di vetro dell’acqua minerale che vengono a ritirarle perché quelle bottiglie hanno la cauzione!

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